martedì 11 febbraio 2020

Lo " sballo "







                                                 LO  “ SBALLO “  



E' vero , quando si è giovani si è un poco trasgressivi . Lo siamo stati , chi di più , chi di meno , un pò tutti . Ma molti giovani d'oggi hanno preso gusto allo "sballo " , nel consumo di droga e bevande alcoliche , spesso travalicando ogni limite di comportamento che può essere consentito alla esuberanza giovanile, perdendo ogni misura di ciò che si sta facendo , non più avendo coscienza delle relative conseguenze .


 In tutto questo la nostra "società " nel suo complesso di famiglie e comunità sociali , deve assumersi gran parte delle colpe , avendo abbandonato la responsabilità della funzione di guida e di controllo , di educazione verso la gioventù....anzi , al contrario , offrendo esempi di trasgressioni ben più gravi effettuate dalla generazione adulta , senza scrupoli , nè morali , nè umani. 


A ciò si aggiunge la non sufficiente azione di controllo e repressiva da parte degli organi istituzionali , con conseguente denuncia , chiusura e divieto definitivo di esercizio , nei confronti di quei gestori di locali pubblici in cui i giovani si riuniscono per ballare , specie in ore notturne , e dove si consumano bevande alcoliche e droghe sintetiche , fenomeni  che cagionano spesso situazioni drammatiche  e purtroppo a volte anche tragiche per eccessi nei consumi e per incidenti stradali verificatisi successivamente all’uscita dai locali stessi. 



Inoltre , andrebbero aumentate , rese molto più severe le pene contro tutti coloro nei cui confronti vengano accertate attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.  

lunedì 10 febbraio 2020

LA GIUSTIZIA ITALIANA






LA GIUSTIZIA ITALIANA

 La giustizia italiana , trattando di quella penale , è la più "garantista" del mondo . Almeno tre gradi di giudizio ( primo grado, appello, cassazione ) e anche ulteriori , in caso di annullamento da parte della cassazione. Si può sempre fare appello alla sentenza di primo grado ed è previsto il divieto di "reformatio in peius " ( 3 comma art,597 cpp), cioè che l'imputato facendo appello alla sentenza di condanna di primo grado, non può subire dal giudice una condanna con una pena più grave di quella già emessa in primo grado . Pertanto , è sempre conveniente per il condannato , tramite il suo difensore, proporre appello e poi ricorso in cassazione.

In tutti questi casi , l'imputato ( non ancora condannato in via definitiva ) può sempre essere " salvato " dalla "prescrizione " , che gli consente di "interrompere " il processo, in qualunque grado del giudizio ,che abbia una durata superiore a quella prevista ,appunto , dalla suddetta prescrizione e quindi di non subire una condanna. Se a tutto ciò , si aggiunge il fatto che in Italia , rispetto ad altri Paesi , è molto più grande il numero di processi da espletare ed elevata la complessità delle norme processuali , tali fattori rappresentano insieme una grave causa di impedimento e quindi un fattore negativo rispetto alla celerità dei procedimenti , tenuto conto soprattutto dell'insufficiente numero di magistrati e cancellieri e addetti ai lavori giudiziari.

In sostanza , si verifica sovente che una giustizia ritardata diventa giustizia denegata e che la "prescrizione " viene "usata" come mezzo strumentale onde evitare una sentenza di condanna , ma contestualmente negando la possibilità di una giusta sentenza , in un processo di ragionevole durata.

LA MALAFEDE POLITICA SULLA GIUSTIZIA

Oltre che sulla prescrizione , deve essere riformata soprattutto la giustizia nel suo complesso ....Sono decenni e decenni che "la politica " fa finta di voler fare riforme , sia sulla prescrizione , sia sul come fare giustizia in modo veloce e responsabile , sullo snellimento delle procedure , anche sui tempi di pubblicazione delle sentenze , sul lavoro dei magistrati , sulle carenze di personale in magistratura e in cancellieri , sulle strutture inadeguate di apparati tutti giudiziari e penitenziari .......Decenni e decenni di " voluta " non curanza politica.. per favorire amici e compagni e salvarli dalla galera , per le loro malefatte , approfittando della appositamente creata e mantenuta inadeguatezza del sistema giudiziario.

lunedì 3 febbraio 2020

TUTTI UNITI AL LORO FIANCO











“ Tutti uniti al loro fianco “


Per la Giustizia e la Legalità 



Cittadine e cittadini , “ Tutti uniti al loro fianco “ , è una libera iniziativa di carattere civico , rivolta a vederci  liberamente uniti  da uno scopo :  quello di schierarci al fianco di tutti quei magistrati , operatori giudiziari , forze dell’ordine , che rappresentano “ la Giustizia e la Legalità “  nel nostro Paese ,  nelle nostre istituzioni  democratiche e che ne incarnano i valori . 



Solo per fare alcuni nomi di magistrati , come Gratteri , Di Matteo , Davigo , ed altri magistrati eccellenti , DIFENDIAMOLI costantemente contro gli attacchi di malavitosi e anche di quei politici, e sedicenti intellettuali , che hanno la parola facile nel criticare e tendono ad ostacolare con ogni mezzo il loro prestigioso impegno a difesa della GIUSTIZIA e della LEGALITA' e quindi dei diritti dei cittadini onesti .

Non dobbiamo mai farli sentire soli .  Manifestiamo costantemente la nostra vicinanza ,  sui social network e su WhatsApp , in una sorta di mobilitazione generale di cittadini onesti , in tutte le città d’Italia ,  coinvolgendo  centinaia , migliaia di persone ,  anche dando vita a comitati civici , come quello già sorto in Calabria : “Tutti con Gratteri ”. 



 Purtroppo in passato abbiamo assistito inermi a forme di isolamento nei confronti del pool antimafia di Palermo (Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino). Non deve accadere mai più, né in Calabria, né in Campania , né in Sicilia ,  né  altrove. 



Condividi e unisciti , anche tu , a questa nobile iniziativa.

sabato 1 febbraio 2020

La prescrizione






LA PRESCRIZIONE DEL REATO .

Il criminale , cioè colui che ha realmente commesso il reato , vuole che il processo duri più a lungo possibile e che nel frattempo scatti la prescrizione , in modo tale da evitare la sentenza di condanna , divenendo il reato prescritto. Quindi è abbastanza chiaro che chi ha commesso un reato voglia opporsi ( insieme al suo avvocato ) nei confronti di chi invece vuole che il colpevole del reato sia punito attraverso un processo che deve essere definito nei tempi giusti ( né troppo lunghi , né troppo brevi ) e che non debba esservi la prescrizione a interrompere un processo che sta svolgendosi nei tempi necessari .

 In conclusione , la prescrizione è un istituto necessario , ma deve essere applicato non in modo strumentale , cioè come una tagliola che interrompe un processo che sta svolgendosi in tempi non eccessivamente lunghi e che peraltro sono necessari per garantire gli stessi diritti di chi vuole avere una sentenza giusta essendo un imputato ancora da giudicare.

 Pertanto , in osservanza a quanto previsto dalla Costituzione , agli artt. 24 , 27 e 111 , per avere un giusto processo e una giusta sentenza , è necessario che l’esercizio della “ Giustizia “ sia svolto secondo procedure e norme , nonché con un’organizzazione dell’apparato giudiziario, di personale e mezzi , tali  che consentano un  iter processuale ( indagini e udienze del processo ) il più veloce e snello possibile, compatibilmente con la esigenza di garantire nei confronti delle parti del processo ( imputato e parte offesa )  la difesa e la tutela dei propri rispettivi diritti , ivi compresa la “ prescrizione “ .

Infatti , la “ prescrizione “  ci deve essere e deve essere applicata opportunamente allorquando i tempi processuali si manifestino comunque troppo lunghi e tali da determinare che una “giustizia ritardata” diventi una “ giustizia denegata “ .